Diari, Italia

Alla Gola del Furlo: come un week-end primaverile, possa farci riprogrammare il viaggio d’estate

Week-end lungo per un assaggio delle Marche vicine alla Romagna, nella zona di Acqualagna per vedere la Gola del Furlo e conoscere questa zona bellissima per il turismo naturalistico e storico.

Terrazza Gola del Furlo
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Un giorno mi imbatto in una puntata della trasmissione “4 ristoranti”, che inizia con delle immagini dei dintorni di Acqualagna, dove si svolgerà la competizione tra 4 ristoranti per l’appunto. L’incipit è molto interessante, dove si trova questo luogo fantastico? Nelle Marche. Tocca andare a vedere da vicino.

Primo ponte lungo, cosa facciamo, cosa non facciamo, prenotiamo si no, eccoci a ridosso del ponte. Insomma dopo domani partiamo o vogliamo restare a Roma? Prenotiamo! Ho trovato un agriturismo carino, un po’ costoso, sì vicino ad Acqualagna, Urbania. Prenoto. Via si parte.

 

Da Roma ad Urbania il viaggio è di circa 3 ore e mezzo, e per una che ama camminare e andare in giro con lo scooter ma odia andare in macchina, bè è tanto. Per una che ha due gemelli di 3 anni e mezzo…. è una distanza pari a tre volte il giro della terra. Non vorrai mica poi rincoglionirli con i film e i video sull’ipad! Abbiamo una “linea” educativa, noi! Meglio che siano loro a rincoglionirci. Siamo arrivati, voglio scendere, ho caldo, mi manca l’aria, pipì, voglio l’acqua, ho fame, dammi, voglio, mamma, Leoooo, Sofia uffa!

Meno male che è ora di pranzo, ci dobbiamo fermare e scendere e mangiare… San Gemini va benissimo. Umbria. Che paesino carino, di quei piccoli borghi sistematissimi, tranquilli e incantevoli. C’è un ristorantino nella piazza centrale, un altro nel borgo dove si mangerà benissimo perché è pieno di gente… ma noi per la fretta di mangiare siamo andati al primo che abbiamo trovato. Vabbè non era male.

Una passeggiata nei viottoli di San Gemini, a sbirciare negli angoletti, tra una casetta e l’altra. Qualcuno interrompe la magia come al solito… sono stancoooo in braccioooo! qualche pianto e qualche strillo di troppo. Dove volevamo andare quest’estate? Stati Uniti? Sì….

 

Si riparte e finalmente dormono, un po’ di pace… quasi quasi dormo un pochino anche io… e siamo arrivati all’agriturismo! Filippo, felice della mia presenza in macchina, che passo da strillare verso i due seduti dietro, al silenzio totale perché dormo o sono concentrata a leggere qualcosa (sì riesco a leggere in auto ed è il momento in cui leggo di più durante la settimana, ovviamente se nessuno mi interrompe duecento volte al minuto), non vede l’ora di scendere dalla macchina e di ringraziarmi della compagnia. Però lo ripaga il posto che ho scelto per la vacanza: sia l’agriturismo (Agriturismo Pieve del Colle) che la zona sono bellissimi, immersi in una fantastica natura boschiva e campagnola, come piace a noi. Piace anche ai bambini ché ci sono i giochi e le pecore e le mucche e le galline. Ma l’attrattiva principale è un cane che Sofia insegue ovunque, e lui un po’ scappa e un po’ si compiace. Lei continua a seguirlo.

L’agriturismo è accogliente, l’ospitalità non è delle migliori nel senso che non sono di quelli che ti accolgono a braccia aperte e ti raccontano di tutto sulla zona, ma siamo comunque a nostro agio e mangiamo molto bene.

 

Il giorno seguente, senza conoscere alcun riposo e relax, partiamo per il bosco dei folletti, un parco / bosco per fare pic nic e far giocare i bambini. Il luogo è molto ben organizzato, con un ostello, un grande parco con giochi per bambini di tutti i tipi, alcuni diversi dal solito (il gioco con le seggioline che girano lo muovi tu con una ruota centrale e devi sperare che non si siedano troppi bambini), e un’area barbecue e pic nic. La passeggiata nel bosco dei folletti con la fatina è apprezzata da grandi e piccini, che possono scovare le case dei folletti tutte colorate e gli animali pietrificati. I miei cari figli invece, mi auguro perché volevano fare i giochi nel parco, vogliono tornare indietro dopo 5 minuti… Ma io resto incollata alla fatina che ci fa da guida e finiamo il percorso anche contenti!

La giornata è stata veramente molto piacevole e complimenti all’associazione che ha creato questa realtà. A volte mi posso concedere di riacquistare fiducia nell’essere umano.

 

E prima di partire per Roma non possiamo perderci il vero motivo della visita, la Gola del Furlo. Che incanto, che spettacolo! Si cominciano a intravedere in macchina mentre ti avvicini, le due montagne bianche che si stringono sempre di più e sotto si scorge il turchese fiume Candigliano. Costeggiamo il fiume per un pezzetto e poi parcheggiamo. Si prosegue a piedi. Non voglio scendere! Leonardo che c’è? Sono stanco! Ma è mattina, siamo appena usciti, che vuoi dire? Non scendo. E lasciamo il papà con Suo figlio (quando non vuole camminare lo disconosco, maschio pelandrone), io mi incammino con la mia principessa. Quando torniamo indietro? Sofia pure te! E siamo appena partite, abbiamo fatto due passi! Sali sul muretto e cammina qua, fai l’equilibrista, ti tengo la mano, di là c’è il fiume quindi vedi un po’ te. Che tocca inventarsi… E dopo poco ecco che all’orizzonte si vede il fronte maschile della famiglia, papà e figlio che ci stanno raggiungendo. Leonardo è sceso… miracolo!

Arriviamo alla Diga del Furlo e scattiamo un po’ di foto, è un posto da cartolina. Camminiamo ancora un po’ e termina il marciapiede e la gola si allarga fino a scomparire.

Saliamo nuovamente in macchina, ci mangiamo una piadina che qui si chiama crescia, andiamo un po’ sul prato lungo il fiume e in macchina saliamo fino alla terrazza (naturale) sulla gola che in realtà sono due, una alta e una bassa. La strada per arrivarci attraversa un bosco ed è molto in salita, alcuni si sono avventurati a piedi e forse sarei stata felice di farlo anche io in altri tempi. Invece, visto che i due si sono addormentati in macchina, io e Filippo andiamo a vedere la romantica vista sulla Gola… a turno. Prima io e poi lui, che quasi non ci voleva andare non si sa perché.

Se si sale alla terrazza superiore ci si trova sopra al profilo di Mussolini, che in tempi non sospetti venne scolpito nella roccia in suo onore (per chi fosse curioso della storia la trova qui). Poco ne rimane dopo i tentativi di bombardamento dei partigiani.

E quindi si torna all’agriturismo per far giocare i bimbi che poverini oggi li abbiamo proprio stressati.

L’ultimo giorno è di ritorno verso casa e anche qui spezziamo il tragitto con una sosta a Gubbio. Mai avrei pensato che fosse un paese così particolare e bello, veramente. Ha delle architetture particolari e a vederlo a primo impatto, sembra un disegno di Escher o un quadro del medioevo, di quelli senza prospettiva, con tutto raffigurato sullo stesso piano. L’effetto è dato dal fatto che la città si sviluppa su una collina ed è dominata dal maestoso Palazzo Ducale.

 

Dicevamo… per questa estate… montagna in Trentino? Di nuovo? Avevamo detto basta… Sono ancora un po’ piccoli e non ci godremmo a pieno il viaggio. Uffa… Montagna itinerante però…