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Giappone k-1

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Dopo le mie varie esperienze di vita, di allenamento e di agonismo fatte nel Paese del Sol Levante ho deciso di scrivere una sorta di “pseudo-guida” utile per chi volesse provare ad allenarsi in un paese dove offre molte possibilità agli amanti delle arti marziali.
Ovviamente tutti i “consigli” ed informazioni che troverete sono frutto esclusivamente della mia esperienza personale e sono totalmente soggettive, per questo non prendeteli come verità assolute ma solo come condivisioni d’esperienze.

Prima di tutto dovete sapere che il Giapponese medio non parla assolutamente l’inglese, molte volte mi sono imbattuto in situazione tragi-comiche dove i gentilissimi e sempre disponibili giapponesi si sforzavano di spiegarmi alcuni concetti indecifrabili da parte mia, comunque il Karate (e lo sport in generale) è un linguaggio universale quindi non spaventatevi, sicuramente riuscirete a comunicare in qualche maniera.

Alcuni dojo non accettano persone esterne per allenarsi quindi vi conviene contattare prima la palestra desiderata per richiedere informazioni, alcuni dojo anche se vi allenate solo per pochi giorni vi possono chiedere l’iscrizione e la retta mensile anticipata.
Altri dojo come la Spirt Gym di Nicholas Pettas dove mi sono allenato anche io, hanno una politica di “porte aperte” per quanto riguarda gli allenamenti da professionisti, in questo caso vi consiglio  di presentarvi ben preparati per sostenere allenamenti a ritmi frenetici (leggi l’articolo).
Inoltre Pettas Sensei offre ai suoi atleti anche la “Spirit House” una casa dove poter dormire a prezzi molto modici.

Per chi fosse interessato alle MMA (Mixed Martial Arts) consiglio il Takada Dojo (ex Dojo dove si allenava il famosissimo Sakuraba), però vi avviso che se avete qualche tatuaggio vi potrebbero creare qualche problema o al massimo vi chiederanno di ricoprirli con del cerotto.
Invece le palestre di Pancrease dislocate in tutto il Giappone offrono ottimi servizi per gli stranieri ed hanno anche uno staff che capisce e a parla l’ingelese.
Per quanto riguarda invece gli stili di Full Contact Karate, anche qui il discorso cambia a secondo di quale organizzazione decidete di aderire per i vostri allenamenti.
Il più famoso Kyokushinkai della IKO (Matsui) richiede per gli stranieri obbligatoriamente una lettera di presentazione dal capo scuola nazionale, senza di questo certificato non penso che vi facciamo partecipare ai loro allenamenti (almeno che non paghiate la retta e l’iscrizione).
Per lo Shinseikai invece non cè assolutamente problema, sono tutti i benvenuti e NON dovranno pagare assolutamente nessuna retta, basta contattare Minoru Tanaka Kancho o il sottoscritto e mettersi d’accordo per il periodo d’allenamento.
In altri dojo invece come quello di Masake Satake a Kyoto anche i visitatori non sono benvenuti se non pagano l’iscrizione al dojo, infatti e’ vietato assistere ad una sua lezione se non si e’ iscritti regolarmente ad un suo corso.

Per quanto riguarda l’alloggio dipende ovviamente dal vostro budget e dalla durata del vostro soggiorno in Giappone oltre la scelta della  citta’  dove desiderate allenarvi (Tokyo ad esempio, secondo la mia esperienza e’ piu’ cara di Kyoto).
Comunque ci sono dei mini alberghi dove vi offrono una “stanzetta” compresa di letto e televisione (le dimensioni della stanza sono ridottissime) con bagni in comune, in questo caso i prezzi non sono inacessibili.
Io ad esempio per il periodo dove mi sono fermato a lungo a Tokyo ho dormito in questo tipo di “alberghetti” e venivo ospitato nei vari dojo o a casa di amici per brevi periodi.

Per il mangiare e’ un discorso ovviamente soggettivo: io con i pasti tipici giapponese non riuscivo ad avere un buon rapporto, ma volendo vivere la cultura giapponese al 100% ho cercato di comportarmi come uno di loro, purtroppo i loro pasti non erano sufficienti per me e dovevo sempre integrare con qualche pasto aggiuntivo.
Per chi ama il Sushi o Sashimi non ci sono assolutamente problemi, potete trovare ristoranti o chioschi lungo le strade dove poter soddisfare il vostro appetito.
Per chi invece non riuscisse ad abituarsi al cibo di casa nipponico vi suggerisco di cercare la catena di ristoranti “Capricciosa” dove troverete pasti simil-italiani (anche buoni) a prezzi modici.

Adesso non vi resta che prenotare il vostro biglietto per il Giappone e tentare l’avventura, vi assicuro che ne varrà la pena e sarà un esperienza indimenticabile.

OSU!

Pubblicato da Filippo Calà