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Diari, Italia

Penisola del Sinis e dune di Piscinas

Area archeologica di Tharros
Area archeologica di Tharros

Nella penisola del Sinis si trovano spiagge bellissime e natura incontaminata lontano dal turismo di massa. Poco più giù le dune di Piscinas meritano una visita per perdersi nella loro immensa distesa di sabbia.

Dopo tanti anni passati a pensare quanto sarebbe stato bello scendere da Alghero verso Oristano per vedere le dune di Piscinas, sono finalmente salita in macchina e ho guidato per poco meno di due ore: ho seguito le scogliere fino a Bosa, ho ripiegato verso l’interno e sono arrivata nella zona di Cabras, nella penisola del Sinis, dopo meno di due ore di viaggio. La località di Riola Sardo è una buona base per visitare la zona.

Per dormire qui, in una singola, in un ottimo B&B Rita & Renzo, ho speso 40€ a notte, nella settimana dopo ferragosto. Certo il B&B non è vicino al mare, ma comunque in questa zona la costa ha poche zone abitate, per cui è difficile trovare un alloggio proprio sul mare.

Aspetto molto positivo è la scarsità di turisti: ci sono persone del luogo in vacanze  e qualche inglese o francese. Non è una zona molto battuta dagli italiani, motivo per cui i prezzi sono molto più accessibili che nella costa nord e anche in questo periodo ci si può godere un po’ di tranquillità.

Il mio viaggio itinerante mi porta verso le spiagge della penisola del Sinis, a partire da Is Arutas. Spiaggia dai colori particolari per via della sabbia fatta di piccoli sassolini bianchi, che è vietato portare via. Purtroppo in questa giornata c’è un po’ si gente e il mare mosso, per cui non riesco ad apprezzare appieno i colori turchesi del mare. Dopo pranzo è in arrivo un temporale, la spiaggia si svuota, la strada si riempie di auto. E adesso che fare? In Sardegna che si fa quando piove? 

Programmo una corsetta sotto la pioggia, una doccia, una merenda e poi via a visitare l’area archeologica di Tharros. L’area si trova a ridosso del mare. Inizialmente nuragica, poi Fenicia, poi Romana. Insomma, la bellezza della zona ha fatto gola a diverse popolazioni in ere diverse ed a ragione, perché il panorama  da qui e il tramonto lasciano senza parole. Inutile dire che purtroppo l’area è trascurata e un po’ dismessa, il percorso e le descrizioni lasciano a desiderare. Dalla vicina torre spagnola si ammira il panorama sull’altro versante. Qualche ora nel tardo pomeriggio estivo si può trascorrere piacevolmente qui.

Un altro viaggetto in macchina di un paio d’ore mi porta alle dune di Piscinas. Inavvertitamente passo anche per un paesino patria del latte e formaggio sardo, Arborea… e la presenza di mucche si avverte per tutto il paese. Come faranno a vivere lì?

Comunque dopo un caffè preso in mezzo al nulla, arrivo finalmente alle dune, o meglio in prossimità. Parcheggio perché c’è un passaggio su un fiumiciattolo che un cartello sconsiglia di fare, e vorrei proseguire a piedi. Ma quando mi rendo conto che il percorso, sotto il sole di mezzogiorno, è lungo per arrivare alle dune, non sarà un fiumiciattolo a fermare la mia macchina (sempre che non piova nel frattempo) e lo attraverso. Meno male perché a piedi sarebbe stato molto faticoso. E finalmente sì, sono alle dune. Parcheggio nuovamente e parcheggio il mio asciugamano dove ci sono pochissime persone. 

Il sole picchia, è ora di pranzo, e io sono senza uno straccio di ombrellone. Sarebbe il caso di fare un bagno, ma ci sono delle onde giganti che mi scoraggiano da entrare. Anzi alla fine prendo coraggio, sbaglio i tempi di ingresso, e un’onda mi butta sott’acqua e mi sbalza fuori. Ne sono uscita quasi senza costume. Sarà forse il caso di bagnarmi solo un po’.

Le dune devo dire me le aspettavo un po’ diverse, credevo di trovare delle enormi colline di sabbia che invece non ci sono, ma il paesaggio di sabbia colpisce comunque. Qui c’è anche la zona naturista, non so se segnalata, ma io ad un certo punto mi ci trovo in mezzo.

E come da copione, dopo pranzo diluvia. Peccato perché in zona ci sono due miniere abbandonate, di cui una visitabile. Riesco a fare solo qualche foto alla prima che incontro e poi fuggo via.

Spiaggia di Seu

Sulla penisola del Sinis scopro poi altre due fantastiche spiagge, la piccola spiaggia di Seu, delimitata da colonne di alghe che creano delle mini calette. Sono arrivata qui di prima mattina ed ero sola, tutta la spiaggia per me, per un’ora. Dopo un bagno e una lettura, mi addentro nella macchia mediterranea alla ricerca di un’altra bella spiaggia, la spiagga di Caogheddas. Bellissima. Anche qui sabbia fatta di sassolini bianchi, mare stupendo e quasi nessuno per centinaia di metri. Più affollata è la vicina e più nota spiaggia di Maimoni, che merita anche lei un bagnetto. Per arrivare a queste spiagge il percorso a piedi non è sempre comodo, ma comunque molto semplice.

Una delle mie serate qui, l’ho trascorsa ad Oristano, che brulicava di gente perchè era la serata di apertura dei negozi ed il centro era dedicato ai pedoni. Centro storico piccolino, vale una piccola passeggiata, specie se serale.

Consiglio di spingersi in questa zona se ci si trova in Sardegna. Sconosciuta a molti e nascosta al turismo di massa, che si concentra nel nord della Sardegna, qui il paesaggio è molto selvaggio, la costa poco costruita, angoli di mare che sono deserti anche ad agosto e ci sono alcune attività extra marine come la visita alle miniere abbandonate, l’area archeologica di Tharros, l’isola Mal di ventre. E se passate da queste parti si deve fare il pieno di bottarga, io non mangio pesce ma mi dicono sia buonissima, e assaggiate la vinaccia prodotta in zona, che non sono riuscita a degustare…  quindi poi qualcuno mi dirà com’è.

Diari, Italia

Alla Gola del Furlo: come un week-end primaverile, possa farci riprogrammare il viaggio d’estate

Week-end lungo per un assaggio delle Marche vicine alla Romagna, nella zona di Acqualagna per vedere la Gola del Furlo e conoscere questa zona bellissima per il turismo naturalistico e storico.

Agriturismo Pieve del colle
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Un giorno mi imbatto in una puntata della trasmissione “4 ristoranti”, che inizia con delle immagini dei dintorni di Acqualagna, dove si svolgerà la competizione tra 4 ristoranti per l’appunto. L’incipit è molto interessante, dove si trova questo luogo fantastico? Nelle Marche. Tocca andare a vedere da vicino.

Primo ponte lungo, cosa facciamo, cosa non facciamo, prenotiamo si no, eccoci a ridosso del ponte. Insomma dopo domani partiamo o vogliamo restare a Roma? Prenotiamo! Ho trovato un agriturismo carino, un po’ costoso, sì vicino ad Acqualagna, Urbania. Prenoto. Via si parte.

 

Da Roma ad Urbania il viaggio è di circa 3 ore e mezzo, e per una che ama camminare e andare in giro con lo scooter ma odia andare in macchina, bè è tanto. Per una che ha due gemelli di 3 anni e mezzo…. è una distanza pari a tre volte il giro della terra. Non vorrai mica poi rincoglionirli con i film e i video sull’ipad! Abbiamo una “linea” educativa, noi! Meglio che siano loro a rincoglionirci. Siamo arrivati, voglio scendere, ho caldo, mi manca l’aria, pipì, voglio l’acqua, ho fame, dammi, voglio, mamma, Leoooo, Sofia uffa!

Meno male che è ora di pranzo, ci dobbiamo fermare e scendere e mangiare… San Gemini va benissimo. Umbria. Che paesino carino, di quei piccoli borghi sistematissimi, tranquilli e incantevoli. C’è un ristorantino nella piazza centrale, un altro nel borgo dove si mangerà benissimo perché è pieno di gente… ma noi per la fretta di mangiare siamo andati al primo che abbiamo trovato. Vabbè non era male.

Una passeggiata nei viottoli di San Gemini, a sbirciare negli angoletti, tra una casetta e l’altra. Qualcuno interrompe la magia come al solito… sono stancoooo in braccioooo! qualche pianto e qualche strillo di troppo. Dove volevamo andare quest’estate? Stati Uniti? Sì….

 

Si riparte e finalmente dormono, un po’ di pace… quasi quasi dormo un pochino anche io… e siamo arrivati all’agriturismo! Filippo, felice della mia presenza in macchina, che passo da strillare verso i due seduti dietro, al silenzio totale perché dormo o sono concentrata a leggere qualcosa (sì riesco a leggere in auto ed è il momento in cui leggo di più durante la settimana, ovviamente se nessuno mi interrompe duecento volte al minuto), non vede l’ora di scendere dalla macchina e di ringraziarmi della compagnia. Però lo ripaga il posto che ho scelto per la vacanza: sia l’agriturismo (Agriturismo Pieve del Colle) che la zona sono bellissimi, immersi in una fantastica natura boschiva e campagnola, come piace a noi. Piace anche ai bambini ché ci sono i giochi e le pecore e le mucche e le galline. Ma l’attrattiva principale è un cane che Sofia insegue ovunque, e lui un po’ scappa e un po’ si compiace. Lei continua a seguirlo.

L’agriturismo è accogliente, l’ospitalità non è delle migliori nel senso che non sono di quelli che ti accolgono a braccia aperte e ti raccontano di tutto sulla zona, ma siamo comunque a nostro agio e mangiamo molto bene.

 

Il giorno seguente, senza conoscere alcun riposo e relax, partiamo per il bosco dei folletti, un parco / bosco per fare pic nic e far giocare i bambini. Il luogo è molto ben organizzato, con un ostello, un grande parco con giochi per bambini di tutti i tipi, alcuni diversi dal solito (il gioco con le seggioline che girano lo muovi tu con una ruota centrale e devi sperare che non si siedano troppi bambini), e un’area barbecue e pic nic. La passeggiata nel bosco dei folletti con la fatina è apprezzata da grandi e piccini, che possono scovare le case dei folletti tutte colorate e gli animali pietrificati. I miei cari figli invece, mi auguro perché volevano fare i giochi nel parco, vogliono tornare indietro dopo 5 minuti… Ma io resto incollata alla fatina che ci fa da guida e finiamo il percorso anche contenti!

La giornata è stata veramente molto piacevole e complimenti all’associazione che ha creato questa realtà. A volte mi posso concedere di riacquistare fiducia nell’essere umano.

 

E prima di partire per Roma non possiamo perderci il vero motivo della visita, la Gola del Furlo. Che incanto, che spettacolo! Si cominciano a intravedere in macchina mentre ti avvicini, le due montagne bianche che si stringono sempre di più e sotto si scorge il turchese fiume Candigliano. Costeggiamo il fiume per un pezzetto e poi parcheggiamo. Si prosegue a piedi. Non voglio scendere! Leonardo che c’è? Sono stanco! Ma è mattina, siamo appena usciti, che vuoi dire? Non scendo. E lasciamo il papà con Suo figlio (quando non vuole camminare lo disconosco, maschio pelandrone), io mi incammino con la mia principessa. Quando torniamo indietro? Sofia pure te! E siamo appena partite, abbiamo fatto due passi! Sali sul muretto e cammina qua, fai l’equilibrista, ti tengo la mano, di là c’è il fiume quindi vedi un po’ te. Che tocca inventarsi… E dopo poco ecco che all’orizzonte si vede il fronte maschile della famiglia, papà e figlio che ci stanno raggiungendo. Leonardo è sceso… miracolo!

Arriviamo alla Diga del Furlo e scattiamo un po’ di foto, è un posto da cartolina. Camminiamo ancora un po’ e termina il marciapiede e la gola si allarga fino a scomparire.

Saliamo nuovamente in macchina, ci mangiamo una piadina che qui si chiama crescia, andiamo un po’ sul prato lungo il fiume e in macchina saliamo fino alla terrazza (naturale) sulla gola che in realtà sono due, una alta e una bassa. La strada per arrivarci attraversa un bosco ed è molto in salita, alcuni si sono avventurati a piedi e forse sarei stata felice di farlo anche io in altri tempi. Invece, visto che i due si sono addormentati in macchina, io e Filippo andiamo a vedere la romantica vista sulla Gola… a turno. Prima io e poi lui, che quasi non ci voleva andare non si sa perché.

Se si sale alla terrazza superiore ci si trova sopra al profilo di Mussolini, che in tempi non sospetti venne scolpito nella roccia in suo onore (per chi fosse curioso della storia la trova qui). Poco ne rimane dopo i tentativi di bombardamento dei partigiani.

E quindi si torna all’agriturismo per far giocare i bimbi che poverini oggi li abbiamo proprio stressati.

L’ultimo giorno è di ritorno verso casa e anche qui spezziamo il tragitto con una sosta a Gubbio. Mai avrei pensato che fosse un paese così particolare e bello, veramente. Ha delle architetture particolari e a vederlo a primo impatto, sembra un disegno di Escher o un quadro del medioevo, di quelli senza prospettiva, con tutto raffigurato sullo stesso piano. L’effetto è dato dal fatto che la città si sviluppa su una collina ed è dominata dal maestoso Palazzo Ducale.

 

Dicevamo… per questa estate… montagna in Trentino? Di nuovo? Avevamo detto basta… Sono ancora un po’ piccoli e non ci godremmo a pieno il viaggio. Uffa… Montagna itinerante però…

Diari, Svezia

Weekend a Stoccolma con imprevisto

Il weekend a Stoccolma è stato più breve del previsto, ma la città ha tanto da offrire  e vale proprio una visita di qualche giorno.

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Il weekend a Stoccolma non è andato come preventivato, i bambini piccoli sono sempre una scommessa e i piani non sono sempre rispettati…

Un amico trasferitosi a Stoccolma ci ha proposto di andare a trovarlo lì per festeggiare il suo compleanno e l’idea ci è piaciuta. Eravamo in dubbio se partire con i bambini per meno di quattro giorni, se partire per Stoccolma a gennaio che chissà quale freddo avremmo trovato… insomma alla fine la pazzia l’abbiamo fatta ma Sofia ha avuto la febbre dalla prima sera così siamo riusciti a fare poco, molto poco. A Stoccolma, ormai 10 lunghi anni fa, ci eravamo già stati in periodo natalizio e ne ho il piacevole ricordo di una città ordinata, con un po’ di storia, grandi spazi verdi, bei parchi curati e tranquilla.

Quello che siamo riusciti a vedere: visitare il museo Vasa e fare una gita appena fuori Stoccolma alla fattoria Elfviks Herrgard. Nel programma che avevo preparato non siamo riusciti a fare un giro in battello, ne vale la pena ché Stoccolma è una città formata da molte isole, né a visitare Junibacken o Skansen.

Museo Vasa: il museo ospita un vascello del 1600 affondato al suo primo viaggio. Il vascello è grande e quasi integro ma purtroppo non vi si può entrare; alcune ricostruzioni a grandezza quasi reale permettono di immaginarne la grandezza e di andare sottocoperta.

Junibacken è un’attrazione per bambini, sembra essere molto divertente, e Skansen è invece un museo all’aperto che raffigura la vita di Stoccolma nei secoli passati con botteghe, fattorie, una chiesa e altro ancora. Skansen è un’attrativa per grandi e piccini.

Elfviks Herrgard è una fattoria poco distante dal centro di Stoccolma, che organizza un brunch/buffet la domenica a pranzo. La zona era completamente innevata e tutto intorno si poteva ammirare un fantastico panorama. Il brunch vario, con piatti per tutti i gusti.

Per chi ha in programma una visita a Stoccolma la consiglio vivamente perchè tra le città nordiche che ho visitato è quella che preferisco. Il mese di Gennaio non è per turisti, probabilmente per via delle giornate molto corte, il freddo e la neve, il natale ormai passato; suppongo che gli svedesi sfruttino questo periodo per ricaricarsi, per cui è meglio scegliere un altro periodo. A noi in realtà è piaciuto molto il fatto che ci fosse molta neve, i parchi si trasformano in piste per slittino o in campi per la battaglia a palle di neve. Inoltre lo sfondo imbiancato della città ha un grande fascino.

Suggerisco inoltre il servizio DoorToGate per spostarsi dall’aeroporto alla città oltre alla metro molto efficiente. Il servizio DoorToGate consiste nella possibilità di prenotare una navetta a 9 posti, con seggiolini per chi ne ha bisogno, e di farsi lasciare direttamente all’albergo. Il prezzo non è molto elevato.

Stoccolma può essere il punto di partenza per visitare la Svezia ovviamente e conto di offrire qualche spunto in un altro articolo.

@PeopleTravelling

Parco di Villa Gregoriana
Diari, Italia

In gita da Roma: Parco di Villa Gregoriana a Tivoli

Parco di Villa Gregoriana a Tivoli, un tesoro nascosto ai piedi della città.

Tivoli conserva due preziosi tesori, testimoni di due epoche lontane tra loro: Villa Adriana e Villa d’Este.

La prima villa è di straordinaria bellezza e fu fatta costruire nel primo secolo d.C. dall’imperatore Adriano. Risale invece al periodo Rinascimentale la seconda, famosa per le sue fontane. Entrambe sono state dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, a testimoniare la loro importanza storica ed architettonica.

Ma a queste si aggiunge un’altra bellezza nascosta, nota a pochi, restaurata fortunatamente dal FAI (Fondo Ambiente Italiano): Parco di Villa Gregoriana. Al confine di Tivoli, ci si può tuffare nella Valle del diavolo e scoprire cascate, grotte, cunicoli, i ruderi di una villa romana, immersi in un bosco che mai ci si aspetterebbe di trovare lì, ai piedi della città.
Questo lo ritengo un bel regalo che la storia, con Papa Gregorio che ne curò la realizzazione, ed il FAI, che l’ha salvato dall’abbandono, ci hanno fatto e che vale veramente la pena visitare, per grandi e piccini.

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La visita alla villa si snoda in vari percorsi che portano ai punti di attrazione, ben segnalati e facilmente percorribili. Purtroppo i percorsi da fare, anche se semplici, hanno molte scale e salite, per cui non è per tutti.

Noi siamo stati qui in una giornata di ottobre, dopo averne letto sul sito del FAI. Dopo un tragitto di poco più di un’ora da Roma, siamo arrivati a Tivoli proprio nei pressi del Parco poco prima di pranzo; dopo aver mangiato una piadina, ci sono vari luoghi di ristoro nelle vicinanze, ci siamo avvicinati all’ingresso del Parco. Per accedervi si discendendo delle scale e ci si immerge nella valle boscosa. Ci troviamo così nel parco e seguiamo i sentieri segnalati, tranne due che purtroppo sono chiusi. Incontriamo così le cascatelle, i ruderi della villa romana di Manlio Vopisco, la grotta delle Sirene e la grotta di Nettuno, il cunicolo del Lupo, il tempio di Vesta, raccogliamo le foglie cadute dagli alberi in questo autunno tardivo e cerchiamo gli scoiattoli neri con la pancia bianca, che però per il chiasso delle mie due dolci creature, non si fanno vedere…

Al termine del percorso si riemerge dalla valle incantata e si raggiunge nuovamente il centro abitato. Da lì si può proseguire per una visita a Tivoli ché merita una passeggiata.

Cascate di Monte Gelato
Diari, Europa, Italia

In gita da Roma: Parco Valle del Treja

Roma è una città dove non ci si annoia di certo, ma per chi ci vive la fuga è spesso una necessità. A chi piace muoversi, a un’ora o due dalla città ci si può trovare in posti incantevoli, borghi piacevoli da vedere, boschi, montagne, che ti fanno sentire su un altro pianeta.

 

Treja

Uno di questi, lo racconto nel primo post della serie “In gita da Roma”, ed è il Parco Valle del Treja (per dettaglio qui il sito), ad un’ora di viaggio dalla metropoli.

Il parco racchiude varie attrazioni: due borghi Calcata e Mazzano Romano, un fiume, il Treja, e la zona che lo circonda. L’attrazione nota della zona è proprio il borgo di Calcata, piccolo villaggio medievale arroccato su una colonna di pietra vulcanica, soprannominata il “Borgo degli artisti” perchè artisti italiani e stranieri si sono trasferiti qui e sono felici di esporre qui le loro opere. Neo di questa cittadina è che nelle giornate di festa è particolarmente affollata e che proprio il suo essere celebre ultimamente l’ha un po’ trasformata, rendendola un luogo turistico perdendo la sua originalità.

Particolartià del Parco sta nella possibilità di seguire il percorso del fiume Treja per un lungo tratto, partendo dalle cascate di Monte Gelato. Il corso del fiume lungo il bosco, stretto e ricco di cascatelle, è attraversabile in diversi punti e per chi ha un buon passo, in circa tre ore e mezzo può raggiungere Calcata a piedi, passando anche per Mazzano Romano. Scarpe adatte sono d’obbligo in quanto il percorso è molto fangoso e a tratti scivoloso.

Una gita di una giornata si può svolgere andando a passeggiare presso le cascate di Monte Gelato e poi visitare Calcata. Al ritorno ci si può fermare a Mazzano Romano.

Consiglio di pranzare, specialmente per chi ha bambini, presso il Casale sul Treja (28€ pranzo con antipasto, primo, dolce e bevande incluse, recensioni su Tripadvisor o informazioni qui) o ad uno dei tavoli da pic-nic che il casale mette a disposizione per un pranzo al sacco. Le cascate di Monte Gelato si trovano proprio di fronte al casale. Il casale ben pensato e organizzato, si trova in una bella campagna, ha un grande spazio con animali da fattoria, che spesso pascolano liberi, e giochi per bambini. E’ quindi lo spazio ideale per una scampagnata in famiglia e con amici. Se si pensa che il prezzo sia troppo alto, perchè un po’ lo è, in estate e primavera si può ovviare con un pic-nic utilizzando i tavoli che vengono messi a disposizione, previo prenotazione nelle giornate più affollate, ma trovate tutte le indicazioni sul sito.

Noi ci siamo trovati bene e abbiamo passato lì una piacevole giornata. So che a Natale c’è la casa di babbo Natale ben fatta che piace ai piccoli ma anche ai grandi.

Gita fuori porta nel prossimo fine settimana? Si va al Parco Valle del Treja!

 

Ringrazio Raffaele Birnardo per le sue foto su Flickr

Gemelli in viaggio
Articoli

In viaggio con due gemelli

In viaggio con due gemelli o con bambini si può e si scopre un nuovo modo di viaggiare e di vedere il mondo.

La mia vita si divide in un prima e un dopo: prima dei gemelli e dopo. Ed anche il mio essere viaggatrice ha quella stessa linea di demarcazione.

Ma eccomi qua, che provo a ricominciare e a fare le cose in modo diverso, ché non posso fermarmi. Due gemelli hanno cambiato la nostra vita, i nostri ritmi e le mie necessità, ma la voglia di viaggiare è sempre tanta e si aggiunge anche la voglia di far scoprire loro il mondo che c’è là fuori.

E’ dura, a volte molto dura, partire tutti e quattro. A volte ce ne siamo pentiti e spesso siamo tornati esauriti ed esausti dal viaggio, ma non mi sono ancora data pervinta. In questi tre anni della loro vita non abbiamo viaggiato quanto ho fatto nella mia vita di prima, ovvio, ma abbastanza; insomma a un certo punto sapevamo che non avremmo rinunciato a spostarci e muoverci e ci siamo fatti coraggio, non confidenti nella riuscita, che infatti a volte è stata pessima: Lucca, Argentario, Strasburgo, Bolzano, Trentino e Alto Adige, Pescasseroli, Sardegna, il nostro agriturismo preferito in toscana, Copenhagen. Queste sono state le mete più o meno lunghe, e poi ci sono state anche quelle giornaliere, nei dintorni di Roma.

Ad ogni viaggio anche la pianificazione non è semplice e spesso inutile, ma due bambini hanno delle esigenze che vengono prima del viaggio, per cui così come ho ridimensionato la mia vita di tutti i giorni, così ho ridimensionato i miei viaggi e plasmati a misura di bambino.

In tutti questi anni di girare per il mondo, magari averlo visto tutto, ho assaporato cose che non posso scordare nè mettere da parte, e che mi dicono che c’è tanto altro lì fuori, che se mi fermo mi perdo troppe cose. E mi piacerebbe che anche i miei bambini crescessero con tanta curiosità, che spero di stimolargli mostrando loro il mondo oltre le mura di Roma.

Così si riparte, in salita, in discesa, in piano, ma riparto. Preparo enormi valigie, porto tutto il possibile e impossibile per loro e scordo molte delle cose che servono a me, cerco di organizzare la giornata sulla base degli orari in cui avranno sonno, che qualcosa da mangiare non gli piacerà, che dovrò rinunciare a vedere qualcosa che era proprio lì dietro, sopportare qualche pianto in più per qualcosa che non va come dicono loro. Ma sarò con loro in un posto nuovo o in uno che mi ha lasciato un bel ricordo, collezionerò delle foto con i loro sorrisi, gli racconterò di quando siamo stati al parco di Pinocchio e poi siamo andati a Lucca a fare un giro delle mura in bicicletta e Sofia non voleva salire sul carrello attaccato alla bici e poi dopo non voleva più scendere. E di quando siamo stati a Legoland o sul trenino del Renon sopra Bolzano, o di quando abbiamo passeggiato nel bosco delle fate e abbiamo trovato una cascata altissima. O a Strasburgo che Leonardo si è disperato per tutta la vacanza che me l’ha fatta andare di traverso, ma la città era comunque bellissima sotto Natale e a Sofia piacevano gli orsi bianchi, a deorazione natalizia sulle case, e gli gridava, scendete giù!

A tutte le mamme che pensano che sia faticoso e difficile, bè lo è… ma non impossibile!

Vegetarian sushi
Articoli

Una vegetariana in vacanza

Come una vegetariana sopravvive in vacanza.

A diciotto anni decisi di diventare vegetariana… e diventò subito una sfida con la mia famiglia. Superati gli ostacoli con loro e con altri tuttologi dell’alimentazione, ho imparato a dire con orgoglio che sono vegetariana dopo aver capito che le facce stupite e le mille domande di poco senso che mi venivano rivolte, non sminuivano me ma loro stessi.

Quando decisi di essere vegetariana, eravamo ancora in pochi, o forse no. Non se ne parlava né bene né male. Anzi non se ne parlava affatto.

In quello stesso periodo cominciai anche a viaggiare. Il mio primo viaggio fu un interrail in Gran Betagna. E da allora scoprii che una vegetariana in vacanza è un problema.

Spesso mi sono trovata a mangiare in posti in cui ordinare qualcosa indicando “sono vegetariana”, o ancora più spesso “senza carne e senza pesce, no meat no fish” mettevano in difficoltà il cameriere (“chi è questa tipa strana?”).

Inoltre ho imparato che solitamente le specialità locali non sono per me, ché sono spesso con carne o pesce, che le insalate semplici a volte hanno la sorpresina (“Ma io l’avevo chiesta senza carne nè pesce, ma qui c’è il tonno!”, povero tonno non è né carne né pesce), che il formaggio, quello buono, si trova solo in Italia e Francia, che la frutta la trovi solo se la compri al mercato perché all’estero solitamente non si propone al ristorante.

Così, io, vegetariana in vacanza: a Cuba ho solitamente mangiato riso e fagioli; in Giappone cucina italiana, raramente il tofu ché non è facile trovarlo e tantomeno scovarlo nei menù rigorosamente in giapponese, ma anche qualche piacevole scoperta; in Thailandia e Malaysia riso e verdure; e in paesi più occidentali come Europa, Canada e USA, solo recentemente c’è più scelta e più attenzione alla dieta vegana o vegetariana, tanto che su qualche menù è indicata la proposta adatta a noi. Altrimenti anche qui si rischia di sopravvivere con patatine fritte, che chissà perchè non mancano mai, e una scatola di fagioli comprata al supermercato.

Insomma ovunque sono andata fino ad ora, la cultura imperante della carne e del pesce la fa da padrone, con poca apertura alle alternative. Ma anche questo fa parte del viaggio e della necessità di adattarsi.

Per cui in vacanza, sicuramente non faccio un viaggio culinario, al più una visita nelle cantine locali, e se riesco a preparare un bel panino o una insalata per un pranzo al sacco, risparmio un sacco di tempo e di noia a cercare qualcosa che non c’è.

Cosa mangia un vegetariano in Perù, in Cile, in Vietnam ancora non lo so, ma spero di scoprirlo al più presto!

 

Immagine del post “Sushi Vegetariano” di cliff reppart da Flickr

Vista da Maranza
Diari, Europa, Italia

Estate in montagna in Sud Tirolo: Maranza e dintorni

Partiamo un sabato di luglio verso Maranza in Sud Tirolo (Alto Adige). Soggiorneremo al Family Hotel Alpenhof (recensione su Tripadvisor) trovato mediante il sito ufficiale del turismo del Sud Tirolo<.
Lungo il tragitto facciamo una sosta intermedia in un hotel di Modena (Hotel Modena Distric (recensione su Tripadvisor), consigliato per chi parte da Roma o giù di lì, nel caso non si volesse fare un viaggio troppo impegnativo. L’albergo è pulito, ha belle camere e un bel ristorante all’interno.

Arriviamo il giorno seguente la partenza dopo pranzo, all’Hotel Alplenhof, struttura notevole. Ben organizzato per famiglie, permette di godere appieno della vacanza in compagnia dei propri bambini: piscina, SPA, palestra, aree giochi, colazione, pranzo e cena a buffet, merenda. E’ il luogo dove ti puoi proprio sentire in vacanza.
Ma oltre al bel panorama dei dintorni e ai numerosi servizi offerti dell’albergo, alla reception ci informano delle attività che si possono fare nei dintorni: passeggiate nei boschi, in montagna, funivie, piste ciclabili, località di montagna, visite ai castelli, a fattorie didattiche. E’ necessario fare un piano tenendo conto dei bambini. Quest’anno abbiamo deciso di fare la prima vacanza senza passeggino, per cui i tempi si dilungano per qualunque cosa e sarà necessario fare una sosta dopo pranzo, per farli riposare. Così il programma diventa: mattina escursione, pranzo fuori, ritorno in hotel per riposare, pomeriggio in piscina o a giocare in hotel. Così siamo tutti felici!

Bicicletta:

c’è una bellissima pista ciclabile che collega Rio di Pusteria a Brunico. A Rio di Pusteria, vicino la stazione, abbiamo noleggiato due biciclette assistite con seggiolini e ne è valsa la pena; infatti per chi non è molto allenato, alcune salite possono risultare impegnative su questa distanza.

La pista si snoda in mezzo alle vallate, lungo il fiume, a ridosso del bosco, lunga poco più di 20km. Siamo partiti verso le 10.30, fatto una sosta per pranzo a San Lorenzo di Sebato e dopo pranzo siamo arrivati a Brunico, per poi tornare indietro. Per chi volesse il ritorno si può fare anche in treno. Consiglio vivamente il percorso, molto piacevole.

Per chi vuole spingersi oltre, da Brunico si può arrivare a San Candido e da lì proseguire per Lienz. Solo per persone preparate o che vogliono fare delle tappe intermedie lungo il tragitto.

Passeggiate:

  • Maranza è una piccola località montana, collegata a Rio di Pusteria mediante una funivia. La sua posizione a 1500 mt offre una fantastica vista sulle montagne circostanti e si può fare una passeggiata nei dintorni e seguire qualche sentiero.
  • A Valdoneis di Sopra c’è una bella passeggiata da fare nel bosco, lungo il sentiero degli elfi. Il sentiero da seguire, al limitare del bosco, porta ad una cascata di 45mt di altezza. Inoltre lungo la strada, alcuni pannelli didattici presentano ai bambini gli abitanti del bosco.
  • La Malga Fane è invece un piccolo gioiello nascosto tra le montagne. Si lascia la macchina in un parcheggio a Valles e si prosegue o con un pulmino o a piedi, fino alla malga. Il paesaggio è incantevole: la malga ben conservata anche se ora trasformata in un luogo abbastanza turistico, si trova a ridosso di un fiume ed è circondata da verdi montagne. Da qui partono alcuni sentieri.
  • Castello di Rodengo, a Rodengo. Castello di proprietà di una famiglia, si trova a un’estremità del paese. La sua posizione e la parte esterna sono interessanti, peccato che ci siamo andati di sabato, giorno di chiusura.
  • Bressanone e Brunico: località montane molto eleganti e piacevoli da vedere. Il centro storico di Brunico mi ricorda il centro di Lubiana.
  • Monte Gitschberg: da Maranza parte anche la funivia che porta al monte Gitschberg: alla fine della funivia c’è una salita di circa 20 minuti per raggiungere la baita per mangiare, dalla quale si gode di una splendida vista sulle vette circostanti. E’ possibile scelgiere di fare il percorso a piedi da Maranza per raggiugnere la cima. Se si sale fino su con la funivia, vale la pena seguire il percorso in salita fino alla baita.

Altre cose da fare:

  • funivia della Plose e WoodyWalk, un percorso divertente per piccoli e ragazzi
  • Valle d’Altafossa
  • Alpe d Rodengo

Da consultare prima di partire:

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Estate in montagna

Quando ero bambina o adolescente ho sempre passato le mie estati al mare, sempre nello stesso posto. Conoscevo la montagna d’inverno, il fascino del paesaggio bianco, il rumore della tavola e degli sci che scorrono sulla neve, l’emozione del silenzio quando raggiungi un posto dove non c’è nessuno. Prima di scoprire la montagna d’estate è dovuto passare molto tempo.
E’ capitato un’estate di circa 8 anni fa. Siamo partiti con la macchina per andare in Germania a percorrere la Romantische Strasse e abbiamo fatto una sosta a Canazei, ci ero stata d’inverno e ne avevo un bel ricordo. E così ho scoperto la ricchezza della montagna quando non c’è la neve, ché si possono fare lunghe passeggiate semplici e difficili, che si può pedalare lungo dei bellissimi percorsi, che si può arrivare in vetta con le funivie ed ammirare splendidi panorami. A chi piacciono le vacanze attive non si annoia affatto e a chi piace un po’ di relax, una sdraio e un libro, aria fresca (non sempre) e il paesaggio delle Dolomiti lo appagheranno di sicuro.

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E dopo quella volta è di nuovo capitato: una volta siamo andati con la macchina in Slovenia e ci siamo fermati qualche giorno a Tarvisio, sulle Dolomiti Friulane. La montagna, i boschi e le vallate ci hanno stregato. Poi siamo andati in Abruzzo a Pescasseroli o alla scoperta di qualche montagna3 vicino Roma.
Quando sono arrivati i due gemelli tremendi nella nostra famiglia, visto che la montagna4 ci era sembrata adatta ai bambini e ci aiutava a scappare dal caldo della città, abbiamo scelto prima San Candido, un’altra volta Andalo e l’ultima Maranza, sempre in Trentino Alto Adige. L’esperienza non ci ha mai deluso e devo dire che l’Alto Adige ha una gran cura per i turisti e non li delude.

In Trentino Alto Adige l’accoglienza per famiglie e bambini di tutte le età è davvero ottima: ci sono parchi giochi ad ogni arrivo delle funivie, ci sono molti percorsi nei boschi per i piccoli o da fare con il passeggino, laghi per chi non vuole rinunciare a un tuffo in acqua e tante altre attività da fare all’aperto; inoltre i locali sono tutti attrezzati ad accogliere bambini, come anche gli alberghi, soprattutto se si sceglie un Family Hotel che di solito è attrezzato con piscina, giochi all’aperto e al coperto e per i più grandi il baby club con tante attività, che li può intrattenere a quasi tutte le ore.

Programmare una vacanza in montagna5 è poi piuttosto semplice:

  • trasporti: si può andare in macchina o anche in treno, dipendentemente da dove si va e dalle proprie preferenze. Prima di decidere ovviamente chiedete come è collegata la zona, all’albergo dove soggiornate oppure al sito dell’ufficio del turismo. In Trentino Alto Adige molte zone hanno diversi bus che portano alle funivie o paesi nei dintorni o in un luogo da cui partono molti sentieri, per cui una volta lì l’auto può essere lasciata al parcheggio per tutta la durata del soggiorno, per cui se vi è possibile partire in treno non ve ne pentierte.
  • dormire: alberghi, b&b, appartamenti in residence o di privati non mancano ed i prezzi possono essere variegati; nel caso di appartamenti attenzione sempre a cosa sia incluso nel soggiorno e quali sono gli extra. Sul sito del Sud Tirolo ad esempio è presente una lista pressoché completa di alloggi, comprese le malghe che sarebbero le abitazioni dei pastori che spesso hanno ancora una fattoria. La caratteristica delle malghe solitamente è la posizione, lontana dai centri abitati e immerse nelle vallate, e la cucina casalinga.
  • cosa fare: programmare in anticipo, a differenza di altre tipologie di vacanze, non conviene. Lì sul posto troverete sempre personale, anche all’ufficio del turismo di zona, e depliant a suggerire come si può impiegare la giornata a seconda di gusti ed esigenze. Quindi sì, studiate un po’ la zona, individuate qualche paese dove fare una passeggiata e fare qualche acquisto dei prodotti di zona, ma il consiglio è di affidarvi alla gente del luogo.
  • informazioni: siti ufficiali del turismo della zona dove andate e consiglio vivamente anche BabyTrekking per chi vuole fare itinerari in montagna6 con i bambini

Sul sito, a breve, troverete alcuni racconti delle nostre esperienze in montagna7. Buon viaggio!

Articoli

Mini guida di New York

Una settimana dedicata alla visita di questa enorme metropoli che soddisfa quasi tutti i gusti, a meno di chi è alla ricerca di tranquillità, che deve essere vista in ogni angolo e in ogni dove, e che a seconda del giorno della settimana cambia aspetto e vivacità.

Abbiamo scelto un albergo a Manhattan, vicino Time Square, per avere la possibilità di girarla quasi tutta a piedi e di usufruire il meno possibile dei mezzi pubblici. L’albergo è Element New York Times Square West (recensione su Tripadvisor) per il quale consiglio di cercare una buona offerta altrimenti il prezzo è elevato. In realtà i prezzi per dormire a NY sono molto alti. Se si prenota con largo anticipo si può provare a cercare un appartamento in affitto, che dà la possibilità di risparmiare, non molto ma un po’ sì, specialmente se si è in più di due persone.

Per il trasferimento dall’aeroporto JFK di New York all’albergo, ho optato per il servizio navetta Go Airlink. So che è più conveniente dei taxi, ma il servizio non è stato assolutamente di mio gradimento. Consiglio di sceglierlo solamente se non si hanno altre opzioni possibili ed economiche.

 

New York come dicevo offre molto ma niente di particolare ad eccezione di notevoli musei. Quindi ad eccezione di una tappa quasi obbligata in uno dei musei della città e della tappa obbligata che è l’Empire State Building, per il resto del tempo che si soggiorna in questa città è meglio lasciarsi trasportare da cosa catturano gli occhi e da cosa suscita curiosità, perché sicuramente è una città che non fa annoiare.

 

Ed ecco la mini guida di NEW YORK 

CityPass o New York Pass

Rimando al sito Viaggi a New York che fornisce molte informazioni su New York che fa un confronto tra i due pass che includono gli ingressi a diverse attrazioni di New York ed in alcuni casi anche di saltare la coda.

Times Square

La piazza è un insieme di luci, gente e rumori, a quasi ogni ora del giorno. E’ un buon punto di partenza in quanto si trova al centro di una ampia area ricca di cose da vedere: la zona dei teatri, le vie dello shopping, il Rockfeller Center, il Moma (notevole museo; ingresso 20$), la Stazione Centrale e più a nord Central Park. Sulla piazza si trova TKTS, agenzia per l’acquisto dei biglietti per gli spettacoli di New York e il gigantesco negozio di giocattoli Toys ‘R’ US.

Empire State Building

La visita all’Empire State Building è consigliata al tramonto per due motivi: la fila alla biglietteria non è molto lunga e con la luce in quell’orario si gode un’ottima vista e si ha la possibilità di fare delle foto interessanti. Il biglietto base per l’ingresso è di 25$ a persona. 

Brooklyn

Una visita a Brooklyn è ampiamente suggerita, perché oltre a presentare un’altra faccia di New York, oltre Manhattan. Nella zona si può visitare il Brooklyn Botanic Garden, un giardino botanico piacevole dove si può ammirare la fioritura dei ciliegi nel periodo primaverile, il Prospect Park a ridosso del giardino botanico, un gran bel parco dove è consigliata una sosta rigeneratrice, la zona residenziale ad uno degli angoli del parco, nei dintorni di Bartel-Pritchard Square e poi girovagare lungo il fiume prima di tornare a Manhattan attraversando il ponte di Brooklyn.

Central Park

E’ il parco più famoso di New York ed ha un certo fascino per i grandi spazi, la presenza di aree diverse tra loro come un boschetto, laghi, un forte dal quale ammirare il parco dall’alto. Nel parco ci sono percorsi per passeggiare e percorsi distinti per andare in bicicletta. Per chi vuole perlustrare tutto il parco è consigliabile la biciletta che può essere noleggiata presso BikeAndRoll a Columbus Circle.ji

High Lane

Anni fa una vecchia linea ferroviaria ormai in disuso è stata brillantemente convertita in un percorso sopraelevato dalla 34esima west fino alla 14esima, dove è raccontata la storia di come nacque la High Lane. Il percorso è accompagnato da aiuole e orti e costituisce una passeggiata molto piacevole. Al termine del percorso, se si arriva alla 14esima, si è tra Chelsea e il Village.

Da lì consiglio un pranzo al Chelsea Market, che offre una buona varietà di locali dove mangiare.

Statua della Libertà e Staten Island

Il simbolo di New York è visibile quando ci si avvicina alla riva a sud-ovest del fiume Hudson. Dal Financial District partono molti traghetti che propongono una gita sul fiume con avvicinamento e visita a Liberty Island, dove si trova la stauta della libertà, ed Ellis Island che è stato il principale punto di ingresso per gli immigrati negli Stati Uniti ed ospita l’Ellis Island Immigration Museum.

Per chi volesse fare un passaggio breve, c’è un traghetto gratuito tra Staten Island e Manhattan il cui tragitto dura 20 minuti circa e ne parte uno circa ogni 30 minuti. Il traghetto passa vicino la Statua della libertà. Arrivati a Staten Island, organizzandosi precedentemente, ci sono diverse attività ed escursioni da poter fare nei suoi parchi.

Financial District (Wall Street)

Essere in questa zona in mezzo alla settimana vuol dire immergersi nella zona più caotica che ci si può aspettare. O forse anche di più.

La quantità di persone che si aggira a qualunque ora tra i grattacieli di banche e società finanziare, tra cantieri per l’ennesimo grattacielo, è impressionante; stipati su stretti marciapiedi, alla ricerca di un posto dove mangiare, di un caffè. Di corsa, tutto di corsa. Questo è il Financial District, il quartiere di Wall Street e delle torri gemelle, sulle cui ceneri ora sorge il memorial di Ground Zero.

E pensare che è costeggiato dalla tranquilla passeggiata del lungo fiume e nei pressi c’è il ponte di Brooklyn che porta al tranquillo quartiere omonimo.

Sulla punta di Manhattan si trova il Seaport, dove sono vari negozietti. Su Fulton St. quando si è quasi arrivati sul fiume a sx c’è una scala in ferro, salite su andate verso il fiume e troverete le sdraio di legno dove andava a crogiolarsi Woody Allen.

Upper East Side e Upper West Side

Due zone degne di nota per una passeggiata tranquilla, al di fuori del trambusto della lower Manhattan. East e West Sìide fiancheggiano Central Park e sono due quartieri residenziali e commerciali con bei negozi e belle stradine sul genere londinese.

Dall’Upper West Side ci si può affacciare sul lungo fiume, a piedi o in bicicletta, visitare il museo di storia naturale (American Museum of Natural History), dare un’occhiata al Lincoln Center, luogo rinomato per i grandi spettacoli come concerti, opera, balletto.

Nell’Upper East Side si può invece passeggiare per Lexington Ave, Park Ave o Madison Ave sbirciando nei negozi di lusso o tra le deliziose stradine alberate che le attraversano, visitare il Metropolitan Museum ed il Guggenheim Museum (arte contemporanea).

Greenwich Village

Piacevole da scoprire. Incuriosisce per le sue particolarità, in una città dove tutto ha dimensioni notevoli, che sembra che solo così si può stupire, questo quartiere ha tutto di dimensioni umane. I negozi che sembrano piccole botteghe di artigianato, i caffè con i tavolini stretti, i locali deliziosi nell’arredamento.

East Village, Chinatown e Little Italy

Zone da evitare se non per perdere un po’ del proprio tempo e manca solo questo angolo di New York. Veramente nulla da segnalare.

Harlem

Harlem era in programma ma non c’è stato tempo per visitarlo. Peccato. Ero curiosa di respirare un’atmosfera più viva, o almeno così si racconta, di una città che sì, non dorme mai, ma fa trapelare ben poco di sè.

Leggendo qui e là segnalo però l’esistenza di tour guidati ad Harlem di vario genere: passeggiata semplice, per sentire i cori gospel, per conosce la storia dell’Hip-hop.

United Nations Plaza (ONU), Grand Central Station

E’ possibile visitare il palazzo dell’ONU con una visita guidata, merita una visita la Stazione Centrale (al piano di sotto ci sono negozi e ristoranti “fast food” anche a buon prezzo).

Informazioni extra

Bellissima catena di librerie è Barnes&Noble: si possono consultare i libri e volendo leggerli allo Starbucks che solitamente si trova nella libreria stessa.  Come libreria si segnala anche Strand (all’angolo tra la 12th St. e Brodway): la libreria ha scaffali altissimi e corridoi stretti, come in una biblioteca, e la quantità di libri è impressionante. All’ultimo piano si vendono anche libri rari e da collezione.

Negozio di fumetti: da segnalare Forbidden Planet (832 Broadway) e la catena Midtown Comic

Elettronica: due negozi da segnalare per:

B&H è il tempio dell’elettronica, un negozio su più piani che prende quasi un isolato, vende tutto quanto si può desiderare nell’ambito elettronico. Buoni prezzi, anche sull’usato, e da vedere.

J&R invece occupa un isolato intero ed ha diversi ingressi. Tra questi c’è un negozio di CD che è la fine del mondo, non lasciatevi ingannare dall’apparenza perchè è fatiscente e con luci al neon, ma vi si trova veramente DI TUTTO.

Mangiare: a NY si può mangiare di tutto. Bisogna solo scegliere quanto si vuole spendere e poi si ha l’imbarazzo della scelta; essendo una città molto popolata da immigrati, ci si può sedere in un ristorante cubano, indiano, americano, italiano, greco, o in uno dove viene lanciata l’ultima moda in fatto di cucina. D’altrone a New York ci sono i ristoranti dei più famosi cuochi “televisivi” a livello mondiale, perchè non provare?

Inoltre ci sono delle ottime gastronomie come Dean&DeLuca,negozio di gastronomia   un po’ chic che vende di tutto (utensili e libri per la cucina, prodotti internazionali, gastronomia, frutta e verdura fresca) e la cui sede principale è tra Broadway e Prince Street (East side) e Zabar’s tra la 79th e Brodway, un’istituzione a NY; qui si possono assaggiare quiche, panini e simili ed è sempre affollatissimo… e spesso si incontrano personaggi famosi. Proseguendo su Bway si incontra il negozio vero e proprio che vende cibo di tutti i generi e una gran varietà di utensili da cucina.

Si segnala anche una pasticceria da film, sulla Levain Bakery, 74th St. tra Amsterdam e Columbus Av., lato nord. Si entra scendendo le scale e si possono assaggiare i cookies, che sono dei biscottoni, di tutti i generi con pezzetti di cioccolato, uvette, noci pecan.

Per degli ottimi brownie (una torta di cioccolato bassa che viene venduta a quadrati) potete trovarli da Le Pain Quotidien (ce ne sono diversi sparsi a New York) oppure al bar del MetOpera.

Per pasti veloci ed all’aperto affidatevi anche ai supermercati tipo Whole Foods Market, in quanto vendono piatti già pronti o cucinati, caldi o freddi e vi dotano, subito dopo le casse, di tovaglioli e posate, in modo che possiate mangiare ovunque vogliate.

Per una buona cioccolata calda andate a Union Square da Max Brenner.

Per i bagels potete andare da Absolute Bagels (107th e Bway lato east).

Per i brunch della domenica mattina si segnala Isabella’s (77th e Columbus) che sta proprio vicino a Central Park.

Per IL sushi si deve andare da Sushi Yasuda. Si trova sulla 43rd e 3rd Av. Sul lato sud della 43. L’indirizzo esatto è 204 East, 43rd Street, c’è una piccola insegna con un pesciolino che si vede appena venendo dalla 3rd. Da prenotare con un po di giorni di anticipo. Si consiglia di prenotate per il sushi bar (io ci sono andata alle 6.30 una volta perché partivo e non c’era posto in altri giorni), vi danno un orario e un codice di prenotazione. Al sushi bar dove vi sedete, vi portano il menù e lo ordinate direttamente allo chef che avete di fronte, che cucina davanti a voi.

Per il dopo cena un must è il The View. Un locale/ristorante al tot-esimo piano del Marriott di Times Square (tra la 45th e 46th proprio su Times Sq.) che nel giro di 60 minuti fa un giro di 360 gradi.

E se non volete avere l’ispirazione andando in giro, potete cercare un posticino su MenuPages.

Muoversi: muoversi a New York è piuttosto semplice; oltre a fare lunghe passeggiate per raggiungere un posto o l’altro e scoprire così i tanti angoli della città, ci sono molte linee delle metro e molti molti taxi. Ci sono anche delle piste ciclabili, ma sconsiglierei di usarle a Manhattan (ad eccezione di Central Park) in quanto sicuramente non è una pedalata di piacere nel traffico automobilistico ed umano.

Acquisiti: nell’era del “Tutto ovunque” (anche detta globalizzazione) New York può stupire non molto per gli acquisiti (anche se comunque non rassegnatevi che qualcosa spunta sempre fuori) se non nei negozi specializzati, dedicati ad un tema ben preciso. Per acquisiti a buoni prezzi potete recarvi o da Century21, del genere outlet ma non per grandi affari, oppure andare in un vero outlet fuori New York. I grandi magazzini più famosi sono Macy’s e Bloomingdale’s.

Immagine di mathiaswasik su Flickr